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Il quasi-mostro sacro Michael Caine e il sempre-astro-nascente Jude Law si scontrano nell’avvincente thriller Sleuth – Gli insospettabili, un meccanismo perfetto, dai dialoghi serrati e taglienti.

Quello che ho appena detto è però valido solo per la prima metà del film, il resto è decisamente sottotono. Si parte con due belle performance dei protagonisti, mai sopra le righe, poi si scala verso la perversione, il cliché, o semplicemente la mancanza di idee, chiamatela come vi pare.

Delusione infatti per l’ultimo possibile inganno: lo era oppure no? I titoli di coda non ce lo diranno mai… forse è magari un bene. Già il secondo non funziona tanto, ma questo è anche merito della non perfetto mascheramento vocale del doppiatore Niseem Onorato; l’aspetto del personaggio potrà anche essere efficace (e aiuta il fatto che Branagh non lo inquadri mai decentemente), ma la voce… Chissà com’era nell’originale.

Bisogna comunque dare atto a Branagh che mantenere un alto livello per più di un’ora di film, girato nello stesso ambiente e con gli stessi due personaggi non deve essere facile, ecco magari il perché di quelle particolari (azzardate?) riprese, inquadrature, ambientazioni e luci.

Nota all’improbabile e inutile sottotitolo italiano: ma insospettabili DE CHE?!?…

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Dov’ è il problema di Operazione Valchiria? Ditemi, voi che il film l’avete visto: vi siete appassionati al guercio Cruise? Anche solo per un momento?

Io no. Avrei voluto “vivere” il colpo di stato con lui ed i suoi uomini, è questo lo scopo di ogni film, credo. Ma sullo schermo passava più l’emozione del centralinista-quasi-ribelle, che quella delle azioni della resistenza.

Un punto a favore di Singer: è veramente dura, immagino, fare un film del quale tutti sanno già il finale. Anche se, onor del vero, c’è sempre qualcuno che vuol sapere se Hitler morirà davvero, se il Titanic affonderà sul serio, e se Cristo verrà crocefisso o meno.

A noi umani è però concesso il non-sapere come e quando l’attentato fallirà, e che fine farà Stauffemberg e soci. Quindi l’idea di girare un thriller è perfetta, e il regista dimostra di saper creare tensione a manetta, vedi già solo l’attentato aereo mancato all’inizio, o la trovata di non far vedere più il Fuhrer dopo l’esplosione. Ah, notevole anche la fedele ricostruzione della Germania nazista.

Oltre a queste qualità però, nulla più.

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