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Tratto dal romanzo A voce alta di Bernhard Schlink, The Reader è un film ambientato nella Germania post-guerra, ma non si focalizza sull’Olocausto, se non come sfondo, proponendosi invece come un romanzo di formazione. Un po’ fiacco, un po’ lento, un po’ supericiale.

Ralph Fiennes è solo una comparsa, come pure il ragazzino. Lo sviluppo è terribilmente lento, mentre la scena è tutta per Kate Winslet, soprattuto perché si sa già come va a finire il film, ed è il suo personaggio a suscitare tutto l’interesse dello spettatore (penso).

Purtroppo, checché nei trailer dicano “cosa nasconderà il suo passato?“, dagli stessi trailer e servizi giornalistici, (un po’ come per Sette anime), chiunque vada al cinema è consapevole della sostanza del film (che la ninfomane-letterata Hannah è in realtà una nazista), e quindi metà della sorpresa è già bell’andata. Resta solo la curiosità di conoscerne la forma (come si comporta una donna apparentemente normale, che è in realtà è stata una ex-sorvegliante delle SS?).

La Winslet ha vinto l’Oscar per questa sua interpretazione, ma l’ho vista molto più in forma in Revolutionary Road. Probabilmente è colpa del personaggio, là molto più emotivo, qua un po’ più freddo, quasi ottuso, vedi l’interrogatorio durante il processo, hai l’impressione che sia proprio una zombi, dai…

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Revolutionary Road è una solida analisi di una crisi coniugale. Solido nella ricostruzione degli ambienti e dei costumi degli anni ’50, solido negli interpreti, solido nel raccontare conformismo e desideri irrealizzati. Come non essere quasi complici nella sequenza al rientro in casa dei vicini, dopo aver raccontato loro i progetti europei, quando i due ridono dicendo <<Hai visto che facce!!>>?

Le interpretazioni degli attori sono state ultra celebrate. Se lo meritano? Beh, sì, cavolo. Al massimo si può discutere sui personaggi: Kate Winslet è insoddisfatta, cosa spera di trovare a Parigi, “l’America” (scusate il gioco di parole)? Si può pensare che il problema non sia solo quello, come poi dimostra quando dice dello “sbaglio” del primo figlio. DiCaprio, con quella faccia da immaturo che ti ritrovi, il tuo personaggio non poteva semplicemente dire che si accontentava del “vuoto disperato”, e che gli andava bene il sorrisetto e il benpensare di tutti? Perché prima è felice di andarsene, e poi ci ripensa? Ed infine Shannon, al quale Mendes (o Yates, l’autore del romanzo) decide di affidare “la voce della verità”, un po’ artificioso, insomma.

Nel complesso, una spanna sopra molti altri drammi visti al cinema, di sicuro, ed obiettivamente la Winslet giganteggia (a 33 anni ha già mille nomination algli Oscar, incredibile!). Io frequento poco questo genere, quindi mi fermo qui nei complimenti.

Deja-vu: <<E così adesso mamma è papà prendono una nave e attraversano l’oceano>>… Mhh… brivido!

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Io non sono un giornalista (per ora!). Questo blog non è una testata giornalistica (ai sensi di nessunissima legge vigente). Le immagini qui riportate sono prese dalla versione in lingua inglese di Wikipedia (seguo anch'io la GNU Free Documentation License)