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Togliete la scodella di capelli che ha Javier Bardem, e metteteci una logora maschera da hockey. Oppure un volto ustionato. O qualunque altro instancabile e infallibile killer che vi venga in mente. Sarà la stessa, identica, cosa.

E infatti, con una misera borsa di bigliettoni (il più classico tra gli espedienti), ecco innescarsi un meccanismo sanguinario per cui è evidente come per i Cohen il male trionfi sul bene, e che la morte arriva quando meno te lo aspetti. A casaccio, anche.

Con la dovuta sospensione dell’incredulità, e quindi soprassendendo sul’invincibilità di Bardem, l’idiozia di Brolin, l’incapacità di agire di tutte le forze di polizia, il film lo si apprezza eccome. Non è un paese per vecchi il bel filmone da Oscar che ci si aspetta? Proprio da Oscar non saprei (si sa, le nomination piovono un po’ così…), ma un film godibilissimo, un thriller classico, un intreccio di eventi che culminano con le considerazioni finali di un sempre in forma Tommy Lee Jones.

E che nessuno lo sfotta perché apparentemente somiglia al cowboy de Le tre sepolture, grazie.

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Che perfetto biopic! Che bel personaggio! Sean Penn è profondo, ed il film ruota tutto attorno a lui.

Grande storia di emancipazione e di guadagno di diritti civili per gli omossessuali, grande protagonista, grande cast di contorno. Grande. Eccezionale non so, ma grande di sicuro.

Storia veritiera? Boh… Si sa, Milk è la classica biografia made in hollywood. Detto tutto, quindi.

Anch’io come qualche altro milione di italiani, ieri sera ero davanti alla tv a gustarmi il ritratto dell’uomo più potente del mondo. Fortunatamente ora Dabeliù non è più quell’uomo, e con questo W. comprendiamo come non sia ancora giunto il momento in cui verrà “rivalutato” dai media. E chissà se mai arriverà, peraltro.

Quelle che Stone ci offre sono ovvie semplificazioni della realtà (Bush junior idiota superficiale, Bush senior saggio, Powell il buono, Cheeney il cattivo), ed effettivamente ci troviamo di fronte un buono, un uomo che si crede dalla parte del bene. Solo che nella scena in cui Cheeney mostra il nuovo ordine mondiale fondato sull’appropriarsi del petrolio, che somiglia tanto all’impero intergalattico di Palpatine, il “buon” Bush Vader capisce perfettamente i concetti, quindi così buono non è. Libertà e democrazia sono sì ideali a cui mirare, ma soprattutto parole da dare in pasto al pubblico.

Grazie ai media, tutti noi abbiamo una vaga idea di quale persona sia l’ex-presidente, ma questo ritratto gli dona molta umanità, senza però giustificarlo troppo. L’operato della sua amministrazione è sotto gli occhi di tutti, e comunque sia lui ne è il responsabile. O come si è compreso, quelli che stanno dietro di lui.

Disclaimer

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