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RKO 281 è il titolo di produzione dato al rivoluzionario Quarto potere, in originale Citizen Kane. Ed in effetti è con quel nome che il capolavoro di Wells restava di rimanere in soffitta. Da una parte l’appassionante storia di Kane, dall’altra quella del magnate dell’informazione Hearst, che cercò di ostacolare in tutti i modi l’uscita del film di Welles. Fortunatamente per noi non ce la fece, ed ecco che questa pellicola ci raccontè come andò.

Sebbene con una regia nella norma (è infatti un film televisivo prodotta da HBO), la storia si fa seguire molto volentieri, grazie soprattutto all’azzecato casting di John Malkovich, James Cromwell (cavolo, è ovunque!), Roy Scheider,  Melanie Griffith, e naturalmente Liev Schreiber: nonostante qualche chilo in meno del vero Wells, appare abbastanza sonigliante al Kane cinematografico.

Certo, io però ce l’ho ancora davanti agli occhi con la parrucca in Agenzia salvagente…!

Anch’io come qualche altro milione di italiani, ieri sera ero davanti alla tv a gustarmi il ritratto dell’uomo più potente del mondo. Fortunatamente ora Dabeliù non è più quell’uomo, e con questo W. comprendiamo come non sia ancora giunto il momento in cui verrà “rivalutato” dai media. E chissà se mai arriverà, peraltro.

Quelle che Stone ci offre sono ovvie semplificazioni della realtà (Bush junior idiota superficiale, Bush senior saggio, Powell il buono, Cheeney il cattivo), ed effettivamente ci troviamo di fronte un buono, un uomo che si crede dalla parte del bene. Solo che nella scena in cui Cheeney mostra il nuovo ordine mondiale fondato sull’appropriarsi del petrolio, che somiglia tanto all’impero intergalattico di Palpatine, il “buon” Bush Vader capisce perfettamente i concetti, quindi così buono non è. Libertà e democrazia sono sì ideali a cui mirare, ma soprattutto parole da dare in pasto al pubblico.

Grazie ai media, tutti noi abbiamo una vaga idea di quale persona sia l’ex-presidente, ma questo ritratto gli dona molta umanità, senza però giustificarlo troppo. L’operato della sua amministrazione è sotto gli occhi di tutti, e comunque sia lui ne è il responsabile. O come si è compreso, quelli che stanno dietro di lui.

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