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L’occasione di narrare le origini di un personaggio già noto è una grossa limitazione: tutti sanno già che fine farà il protagonista. Ma è anche una grossa opportunità: come insegna il buon Alfred Hicthcock, se ti mostro una pistola, prima o poi sparerà, e se ti accorgi della pistola, sarà una goduria attendere il colpo. È così per tutti gli eroi, dallo sfigato Peter Parker all’ossessionato Bruce Wayne. Ma con Jimmy Logan? (Jimmy?!?)

Wolverine è uno “dei buoni”, anche se fondamentalmente ci piace perché è un cinico figlio di puttana (cit.); questo però lo diventa solo dopo i tragici eventi della sua vita. Nel film, il vero Wolverine è presente infatti solo nella scena post-credits. Nel resto della pellicola è Clark Kent. Un uomo con superpoteri (mutante anziché alieno), combatte per gli USA (anche se uno è canadese e l’altro kryptoniano), i loro simili/parenti sono cattivi (Sabretooth, Bizzarro, …) e sono buoni/idioti, sempre pronti a fidarsi del tizio sbagliato (vedi quando segue Stryker…ma sei cretino??). E come se non bastasse, le tre spiritossaggini in croce che il buon Hugh pronuncia, eddiciamoselo, fanno pietà.

Non so quanto ci sia del vero Logan dei fumetti, ma il personaggio che appare nel film è piatto, molto meno interessante del suo io futuro, ma soprattutto non rispecchia le vicissitudini della sua esistenza, tipo:
– avere artigli letali
– perdere il padre
– scoprire che non era quello vero
– uccidere subito anche quello vero
– scoprire di avere un fratello (brutto e cattivo, peraltro)
– combattere decine di guerre
– veder morire amici e conoscenti
ecc… io sarei forse esploso al suo posto!

Questo, unito ad un azione continua, con un certo ritmo sì, ma con situazioni al limite della fisica (chi ha detto Die Hard 4?), mi fanno pensare ad un’occasione sprecata, un classico superhero movie commerciale, nulla più.

Mi spiace non essere un appassionato Marvel: mi sarebbe piaciuto poter cogliere ogni sfumatura e riferimento ai personaggi e alle saghe, quel pizzico di profondità che ci piace a noi fan accaniti.
Sono felice di non essere un appassionato Marvel: non sopporterei di vedere il mio eroe in una trasposizione così piatta.

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