Togliete la scodella di capelli che ha Javier Bardem, e metteteci una logora maschera da hockey. Oppure un volto ustionato. O qualunque altro instancabile e infallibile killer che vi venga in mente. Sarà la stessa, identica, cosa.

E infatti, con una misera borsa di bigliettoni (il più classico tra gli espedienti), ecco innescarsi un meccanismo sanguinario per cui è evidente come per i Cohen il male trionfi sul bene, e che la morte arriva quando meno te lo aspetti. A casaccio, anche.

Con la dovuta sospensione dell’incredulità, e quindi soprassendendo sul’invincibilità di Bardem, l’idiozia di Brolin, l’incapacità di agire di tutte le forze di polizia, il film lo si apprezza eccome. Non è un paese per vecchi il bel filmone da Oscar che ci si aspetta? Proprio da Oscar non saprei (si sa, le nomination piovono un po’ così…), ma un film godibilissimo, un thriller classico, un intreccio di eventi che culminano con le considerazioni finali di un sempre in forma Tommy Lee Jones.

E che nessuno lo sfotta perché apparentemente somiglia al cowboy de Le tre sepolture, grazie.

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