Revolutionary Road è una solida analisi di una crisi coniugale. Solido nella ricostruzione degli ambienti e dei costumi degli anni ’50, solido negli interpreti, solido nel raccontare conformismo e desideri irrealizzati. Come non essere quasi complici nella sequenza al rientro in casa dei vicini, dopo aver raccontato loro i progetti europei, quando i due ridono dicendo <<Hai visto che facce!!>>?

Le interpretazioni degli attori sono state ultra celebrate. Se lo meritano? Beh, sì, cavolo. Al massimo si può discutere sui personaggi: Kate Winslet è insoddisfatta, cosa spera di trovare a Parigi, “l’America” (scusate il gioco di parole)? Si può pensare che il problema non sia solo quello, come poi dimostra quando dice dello “sbaglio” del primo figlio. DiCaprio, con quella faccia da immaturo che ti ritrovi, il tuo personaggio non poteva semplicemente dire che si accontentava del “vuoto disperato”, e che gli andava bene il sorrisetto e il benpensare di tutti? Perché prima è felice di andarsene, e poi ci ripensa? Ed infine Shannon, al quale Mendes (o Yates, l’autore del romanzo) decide di affidare “la voce della verità”, un po’ artificioso, insomma.

Nel complesso, una spanna sopra molti altri drammi visti al cinema, di sicuro, ed obiettivamente la Winslet giganteggia (a 33 anni ha già mille nomination algli Oscar, incredibile!). Io frequento poco questo genere, quindi mi fermo qui nei complimenti.

Deja-vu: <<E così adesso mamma è papà prendono una nave e attraversano l’oceano>>… Mhh… brivido!

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