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Il quasi-mostro sacro Michael Caine e il sempre-astro-nascente Jude Law si scontrano nell’avvincente thriller Sleuth – Gli insospettabili, un meccanismo perfetto, dai dialoghi serrati e taglienti.

Quello che ho appena detto è però valido solo per la prima metà del film, il resto è decisamente sottotono. Si parte con due belle performance dei protagonisti, mai sopra le righe, poi si scala verso la perversione, il cliché, o semplicemente la mancanza di idee, chiamatela come vi pare.

Delusione infatti per l’ultimo possibile inganno: lo era oppure no? I titoli di coda non ce lo diranno mai… forse è magari un bene. Già il secondo non funziona tanto, ma questo è anche merito della non perfetto mascheramento vocale del doppiatore Niseem Onorato; l’aspetto del personaggio potrà anche essere efficace (e aiuta il fatto che Branagh non lo inquadri mai decentemente), ma la voce… Chissà com’era nell’originale.

Bisogna comunque dare atto a Branagh che mantenere un alto livello per più di un’ora di film, girato nello stesso ambiente e con gli stessi due personaggi non deve essere facile, ecco magari il perché di quelle particolari (azzardate?) riprese, inquadrature, ambientazioni e luci.

Nota all’improbabile e inutile sottotitolo italiano: ma insospettabili DE CHE?!?…

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