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Il primo quarto d’ora di Come d’incanto è Disney allo stato puro: tutti i classici clichè sapientemente proposti, e c’è da dire che gli animali suscitano tenerezza e simpatia esattamente come la suscitavano quelli di Biancaneve o Bambi.

Poi l’incanto finisce, e ci ritroviamo con una “solita”commedia sentimentale che però si fa furba, puntando principalmente sul riprodurre quelle situazioni che nei cartoni funzionano (e nella realtà risultano demenziali): la pulizia della casa affidata alla fauna di New York e sopratutto la canzone al parco, con le coloratissime coreografie.

A un certo punto ti chiedi come mai i due s’innamorino, ma subito ti ricordi che è appunto un film romantico e dici vabbè, era scritto, lo prendo per buono. E di cosa dovrebbero innamorarsi? Del fatto che lei è ingenua ai limiti-dell’-idiotezza? Dell’unica espressione di Dempsey? Mah..

<<Lo sposi? Ma se lo conosci da un giorno!>> direi che racchiude il succo di questo scontro tra realtà e animazione. Eppoi, vedere finalmente una principessa che s’arrabbia…

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Io non sono un giornalista (per ora!). Questo blog non è una testata giornalistica (ai sensi di nessunissima legge vigente). Le immagini qui riportate sono prese dalla versione in lingua inglese di Wikipedia (seguo anch'io la GNU Free Documentation License)
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